20/09/2004 |
ore 22:50 e-mail da Nuku'alofa:
16.09.04
Dopo che e' stato cambiato per tre volte l'orario di partenza del
nostro volo, riusciamo a partire da Vava'u alle 12.30, destinazione
Hapai. Il volo dura poco, circa 40 minuti, con il bel tempo si vedono
panorami che lasciano senza fiato, sono le immagini che vengono usate
come sfondi sui desktop di molti pc, i nostri occhi non si sono ancora
abituati dopo circa un mese a questi spettacoli della natura. La pista
dell'aeroporto di Hapai arriva quasi sul mare, durante la monovra di
avvicinamento vediamo sotto di noi il reef fino quasi al tocco al suolo,
sembra di fare un ammaraggio invece di un atterraggio. All'uscita
dell'aeroporto troviamo Boris, ".come Boris Becker, il tennista", dice
lui, e' il figlio dei tedeschi che gestiscono il Sandy Beach Resort, qui
staremo fino a lunedi'.se il volo viene confermato. L'isola principale
e' collegata con l'altra isola dove si trova il resort da un terrapieno,
arriviamo a destinazione in circa 40 minuti. Ci accoglie Sigrid, la
mamma di Boris, che ci spiega tutto quello che possiamo fare e vedere, e
che la cena e' servita "categoricamente" alle sette. Veniamo sistemati
in un fale, chiamati cosi' anche se non sono i veri fale che abbiamo
trovato a Fafa, amaramente scopriamo che sono tutti in muratura, il
nostro si chiama Nima, cinque in tongano. La spiaggia e' sabbiosa,
facciamo subito un bagno in un mare cristallino, l'acqua diventa subito
profonda e di fronte alla spiaggia ci sono diversi banchi di reef. La
quiete e' assoluta, si sente solo la risacca delle onde, gli uccellini,
e naturalmente non poteva mancare un galletto, che per fortuna si sente
in lontananza. Questo silenzio ti invita a fare anche un bagno
letterario, prima di venire via da Vava'u Francesco mi ha dato un libro
da portare alla madre a Pisa, "Addio Eden" di Ambrogio Borsani, mi
stendo su un amaca e comincio a leggerlo, e' un genere che leggo spesso,
quindi approfitto volentieri della consegna. Alle sette, puntuali,
andiamo a cena, fino ad ora abbiamo mangiato sempre bene, ci auguriamo
di continuare cosi'. Purtroppo la cena si rivela il primo disastro
culinario, ma per poterlo stabilire dovevamo provarlo.
17.09.04
Oggi e' venerdi' 17, ma noi non siamo
superstiziosi, ci facciamo chiamare un taxi da Sigrid per andare a
Pangai, la capitale, secondo lei non vale la pena e noi puntualmente
vogliamo verificare di persona. Fidarsi e' bene, non fidarsi e' meglio,
e Sigrid non ispira fiducia. Il tassista e' una lei molto solare e
disposta a chiacchierare. Arriviamo nella capitale e rimaniamo sorpresi
per quanto sia carina, ci ricorda molto Trinidad, a Cuba, pur essendo
piccola e' molto curata, sia i negozietti che le case sono molto
colorati, questo scatena la volgia di fare foto e video. Il nostro
desiderio di fotografare ragazzi a scuola e' esaudito, ci avviciniamo in
punta di piedi ad un recinto di una primary school, la scuola
elementare, dove stanno giocando i bambini con la loro divisa
scolastica, entriamo nel cancello, aperto, e veniamo letteralmente
assaliti dagli scolari che vogliono farsi fotografare o riprendere dalla
videocamera, fanno di tutto per mettersi a favore dell'obbiettivo. Fatte
una serie di foto e riprese li lasciamo alle loro attivita' e
percorriamo la via principale, qui ci fermiamo anche a fare un po' di
spesa al mercato. Per la cena veniamo consigliati dalla tassista di
andare al Mariners café', ci accordiamo quindi con lei perche' ci venga
a riprendere per portarci al locale. Tornati dal Mariners café'
decidiamo che domani e Domenica mangeremo solo sandwich, abbiamo preso
un pollo che avrebbe dovuto essere alla griglia, ma la griglia
probabilmente era stata lasciata dal gestore, tedesco, in Germania, ed
il tonno sembrava uno dei miei infraditi, il tutto condito da kartoffen
e crauti.
18.09.04
La mattinata, dopo la pioggia di stanotte, non sembra cosi' male,
c'e' parecchio vento, ma aiutera' a spazzare via le nuvole rimaste. A
piedi percorriamo l'unica strada che taglia perpendicolarmente l'isola e
andiamo in direzione nord, alla fine della strada finisce anche l'isola,
e da qui vediamo Nukunamo, l'isola di fronte, il tratto di mare che
divide le due isole deve essere molto pescoso perche' ci sono alcuni
pescatori tongani sulle loro particolari piroghe, le avevamo viste fino
ad ora solo nei documentari, e vederle dal vivo ci fa riflettere su come
il progresso non scalfisca molto questo popolo. Sulla spiaggia
incontriamo un gruppo di ragazzi tongani che giocano a rugby, lo sport
nazionale. Torniamo al nostro fale e ci mettiamo a prendere il sole,
finalmente il cielo si fa vedere in tutto il suo sfavillante azzurro.
Guardando il mare notiamo alcune onde "anomale", osservando meglio
vediamo che le onde sono provocate dalle balene, giocano facendo dei
tuffi enormi e noi rimaniamo incantati come quando le abbiamo viste
dalla barca.
19.09.04
Un'altra domenica da trascorrere, siamo venuti a Pangai per
assistere ad una messa. Per le strade il silenzio e' irreale, si sente
l'odore dell'humu, il tradizionale sistema di cottura tongano, solamente
qualche cane vaga come senza meta e i maiali rufolano nei giardini in
cerca di cibo, sembra che il tempo si fermi. Tutti in chiesa hanno i
vestiti della festa, la ta'ovala e' d'obbligo, anche i bambini la
indossano. Ci troviamo seduti in chiesa, la messa di oggi e' dedicata ai
ragazzi delle scuole, ci sono quindi molti studenti con la loro divisa
scolastica, vicino a noi c'e' una donna incinta con un bellissimo
bambino in braccio, lei e' vestita di nero come quasi tutti gli adulti,
e indossa gioielli e una collana di fiori freschi, siamo inebriati dai
profumi. Mentre osserviamo e ammiriamo, un coro di ragazzi da inizio
alla funzione, hanno delle voci straordinarie, anche solo per questo
valeva la pena venire alle Hapai.
La giornata scivola via sotto il sole e i bagni che facciamo, alla sera
assistiamo ad uno spettacolare tramonto. Quando giunge la notte
assistiamo ad un altro spettacolo della natura, sopra di noi vediamo un
cielo stellato molto suggestivo, le stelle sembra che siano piu' vicine
di quanto lo possano sembrare da noi e la luna sembra che cerchi di
farsi spazio in mezzo alle innumerevoli luci, e' uno scintillio
paragonabile ad uno spettacolo pirotecnico.
20.09.04
Siamo al Salote Pilolevu Airport, destinazione Tongatapu, e' finito
anche il periodo alle Hapai e facciamo le nostre considerazioni su
questi giorni, escludendo la gestione del Sandy beach, il paesaggio
naturalistico ha soddisfatto pienamente le nostre aspettative. Eccoci di
nuovo a Nukualofa, quasi un ritorno a casa, ritroviamo le persone che
avevamo lasciato due settimane fa.
Alla prossima, Massimo e Silvia |
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25/09/2004 |
ore 07:15 e-mail da Nuku'alofa:
21.09.04
Mattina dedicata all'estensione del visto, il nostro permesso turistico
dura 31 giorni, mentre noi andiamo via dopo 33 giorni, quindi andiamo
all'immigration insieme a Gp, ce la caviamo con 20 dollari tongani per
le foto. Terminata questa incombenza andiamo a casa di Gp per scaricare,
modificare e spedire le foto a Natale, con questo arriviamo all'ora di
pranzo e ci gustiamo finalmente dei buoni pranzi preparati da Federico.
22.09.04
Oggi c'e' stato un improvviso cambio di programma, la previsione era di
trascorrere la giornata a Pangaimotu e domani trasferisci a Atata per
quattro giorni, ma quando siamo riusciti a contattare i ragazzi del
resort di Atata (italiani), ci hanno detto che sabato avevano tutti i
fale occupati.
Abbiamo quindi deciso di andare oggi da loro e rimanere fino a sabato
pomeriggo, anticipando cosi' il transfer di un giorno. In trenta minuti
abbiamo raccolto le nostre cose e siamo andati al porto a prendere la
barca. Durante il tragitto uno dei due motori della barca ha cominxiato
a fumare ed e' partito, fortunatamente l'isola non era distante e siamo
arrivati a velocita' ridotta con un motore solo. Arriviamo a Atata e
troviamo ad accoglierci Giacomo e Leonardo, il resort e' in fase di
ristrutturazione, loro sono qui da poco tempo e I vecchi proprietari,
neozelandesi, hanno lasciato la struttra in pessime condizioni. I fale
sono spartani ma molto carini. Il bar-ristorante e' sotto una grande
struttura, tutta in legno, con alcune pareti rivestite di tapa. L'inizio
e' promettente. Il primo pranzo e' ottimo, grilled fish and chips.
Stasera e' previsto il buffet e spettacolo tongano. Dopo pranzo ci
incamminiamo nel bush e andiamo a vedere il piccolo villaggio
dell'isola, e' un piccolo villaggio formato da capanne in legno,
passando da una primary school veniamo invitati da una maestra ad
entrare per visitare la scuola. Ci sono tre classi e una biblioteca,
anche se definirli tali ci vuole tanta fantasia, la maestra ci spiega
che cerca di fare il possibile per insegnare qualcosa ai bimbi, ma e'
molto difficile, anche perche' non hanno materiale didattico, solo
qualche libro di poco valore. Ci invita poi a firmare il guestbook e a
donare qualcosa per l'acquisto di materiale didattico, noi facciamo
volentieri la nostra offerta, che per noi e' poco, ma per loro vale
tantissimo. Per la cena il resort ha organizzato un buffet con lo
spettacolo di balli tongani, i ragazzi impegnati nelle danze non sono
altro che i camerieri cambiati d'abito.
I costumi che indossano sono molto carini e colorati, e l'esibizione
riscuote un discreto successo tra gli ospiti anche grazie alle musiche
suonate live da un complessino tongano.
23.09.04
Ci svegliamo di buon'ora e visto il sole, la giornata e' dedicata
all'abbronzatura. Siamo ormai arrivati a dire "prendiamolo finche' c'e',
sono gli ultimi scampoli d'estate" , per noi, per i tongani e'
cominciata adesso la primavera. Un episodio curioso che poteva rivelarsi
drammatico e' successo mentre Silvia era seduta sotto una palma, MAI
sedersi sotto una palma, si e' staccato un cocco e le ha colpito in
pieno una gamba appena sotto il ginocchio. Per fortuna non e' caduta in
testa.
Comunque la gamba non ha subito nessuna lesione, neanche un livido, deve
essere stata una brutta esperienza anche per il cocco.
24.09.04
Oggi e' un mese esatto che siamo partiti da Pisa, francamente comincia a
venire la nostalgia dei familiari e delle nostre abitudini, le vacanze
sono belle, ma e' altrettanto bello tornare a casa e cominciare a
progettare il prossimo viaggio.
Poco lontano dal nostro fale c'e' un fishing pig che sta sgranocchiando
molluschi, e' sovente vederne quando c'e' la bassa marea. Un'altra
occasione per scattare le foto, si lascia avvicinare tranquillamente.
25.09.04
Arriviamo al porto di Nuku'alofa alle 9.30, il tempo di lasciare I
bagagli al Waterfront e prendiamo un altro traghetto per Pangaimotu, e'
la seconda volta che ci torniamo, e' molto carino e raggiungibile in
dieci minuti.
Alla prossima, Massimo e Silvia |
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27/09/2004 |
ore 07:02 e-mail da Nuku'alofa:
Epilogo
Siamo arrivati alla fine di questo lungo viaggio che ci ha portati a
conoscere una popolazione ed una cultura completamente diversa dalla
nostra, abbiamo visto posti bellissimi e conosciuto tante persone,
italiani, americani, neozelandesi, australiani, e naturalmente tongani.
Abbiamo visto i tanti lati, positivi e negativi, di questi posti e di
questo popolo, l'unico del sud pacifico a non essere mai stato
colonizzato.
E' stata la polinesia che cercavamo, fuori dagli schemi, fuori dai
grandi villaggi all-inclusive, una polinesia con una storia da
raccontare e da vedere.
Chiudendo il sipario vogliamo ringraziare chi ci ha dato una mano a
realizzare questo che per noi e' la realizzazione di un sogno,
A Tongatapu, Gp e la sua famiglia,
A Vava'u Mario e Francesco,
And the last but not the least
Natale, che ci ha fornito le informazioni per la preparazione del
viaggio e ha curato il nostro racconto via web.
Al prossimo viaggio
Massimo e Silvia |
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