Le composizioni di Mozart per saxofono baritono sono molto scarse, talmente scarse che al giorno d'oggi non ne e' stata ritrovata nemmeno una. Secondo alcuni, il motivo di questo curioso fenomeno e' da ricercarsi nel fatto che il sig. Sax invento' il saxofono dopo la morte di Mozart.Comunque siano andate le cose a noi interessa poco, l'unico legame tra Mozart e il sax che conosco sta nel fatto che mi e' successo alcuni anni fa.
Il deserto del Sinai e' uno di quei posti magici in cui amo trascorrere - purtroppo raramente - quel poco di tempo che ogni tanto riesco a concedermi. La magia del luogo risiede in primo luogo nel fatto che, in quanto deserto, e' poco frequentato, lontano dai rumori, dalla gente, dai pensieri. L'aria e' limpida al punto che i colori sono piu' saturi del normale. La natura stessa del deserto diffonde magia nell'ambiente. Pietre, colline, sabbia, angoli intimi e riparati in cui approntare il campo per la notte, paesaggi infiniti che hanno come sfondo montagne e poi montagne e ancora montagne di pietra ognuna di un colore differente dalle altre. Notti trascorse a dormire sotto un cielo immenso con la terra come giaciglio e miliardi di stelle come coperta mentre il dromedario rumina tranquillamente li' vicino. Stelle abbaglianti e stelle cadenti a manciate e poi la luna che inonda tutto il deserto con una colata d'argento. E il paesaggio diventa una specie di deserto lunare ma non ostile, anzi, e' meraviglioso alzarsi e vagabondare nei paraggi alla luce della luna, sembra di essere a casa propria, in un luogo familiare. E poi arriva l'aurora e tutto inizia a diventare rosa, progressivamente la luce aumenta e le cime dei monti diventano d'oro ai primi raggi del sole mentre il vento fresco soffia tranquillo tra i rami delle rare acacie.
In un mattino come questo, come al solito sono gia' in piedi, macchina fotografica in mano pronto a fotografare il sorgere del sole. Per cio' mi avvio su per un monticello per avere un punto di vista piu' elevato. Giunto a destinazione non mi resta altro che attendere e bearmi del paesaggio e della fresca brezza mattutina.
I suoni bassi non conoscono ostacoli, ne' vento, ne' colline ma si propagano in moto concentrico come le onde provocate da un sasso gettato nell'acqua. E pure se il volume e' basso, anche se non si sentono distintamente, si avvertono. La mia sensazione e' proprio di avvertire distrattamente un sono di questo tipo ma all'inizio non presto alcuna attenzione finche' realizzo che quello che sento e' totalmente estraneo al deserto. La Pantera Rosa! Qualcuno suona la pantera rosa in mezzo al deserto! Possibile? I miraggi normalmente sono visivi, possibile che abbia un miraggio auditivo?
Invece e' proprio un misterioso personaggio che alle sei del mattino in un luogo non ben identificabile del deserto suona con un saxofono la pantera rosa. Incredibile!
Poi dopo alcune frasi ritorna il silenzio tipico del deserto. Ed ecco che, come un'altra magia del deserto, il saxofono intona distintamente la parte del fagotto del concerto per fagotto di Mozart. Suona bene, incredulo ascolto e mi perdo il momento dello scatto. Il sole sorge molto piu' velocemente di quello che si aspetta uno che vuole fotografarlo. Intanto il sax procede fino ad un punto in cui il suo canto si spegne nel vento che rimane l'unico suono a far da sfondo al panorama ormai immerso nel sole. Attendo un po' ma invano.
Un paio d'ore dopo, fatta colazione, sellati i dromedari e levato il campo. facciamo tappa all'oasi di Ain Khudra (essendo il nome arabo la grafia puo' non essere corretta ma suona circa cosi') dove ci sono altri dromedari sellati che attendono. Sotto una tettoia di foglie di palma intrecciate, appoggiato ad un cuscino splende come un lingotto d'oro alla luce del sole un superbo saxofono baritono.
E' grande, sinuoso e sensuale. Vicino a lui un ragazzotto dei capelli ricci, biondastro, cappellino da baseball e occhiali da sole sta pigramente mangiucchiando qualcosa mentre un altro tipo armeggia con una telecamera per riprendere in ogni dettaglio la ragazzina beduina che sta preparando il pane.
Dopo i saluti di rito gli chiedo se era lui che suonava (come se nel Sinai ci fossero saxofonisti ad ogni angolo) e che avevo sentito chiaramente il concerto di Mozart.
Lui conferma. E' austriaco (to'!) di Salisburgo (ma va!?) e ha due grandi passioni: Mozart e il saxofono baritono, mi dice di aver trascritto, oltre ad altre cose, tutta la parte del fagotto per il suo sax ma non ha mai trovato nessuno con cui suonarlo. Forse un giorno... chissa'. Peccato non sia molto espansivo, non ci scambiamo nemmeno una mail, sale sul suo dromedario e sparisce dietro la prima curva del wadi mentre noi ce ne andiamo dalla parte opposta.
Il deserto del Sinai e' uno di quei posti magici in cui puo' accadere anche questo...