Quando i bagagli iniziano a sfilare sul nastro trasportatore, il mio si riconosce subito, E' grande il triplo di tutti gli altri.
Me ne impossesso subito e scopro che non ci sta sul carrello. E' troppo ingombrante, quindi me lo carico su una spalla e lo trascino a fatica fuori dall'aeroporto Punta Raisi di Palermo.
A destra dell'ingresso principale, vicino al deposito dei carrelli, qualcuno mi osserva incuriosito mentre apro il borsone dal quale emerge la mia bicicletta che mi accingo a rimontare per iniziare questa nuova pedalata in giro per l'Italia. Partenza da Palermo e arrivo fra dieci giorni non so bene dove ma in direzione nord.
Dopo essermi assicurato che non ci sia nulla di rotto, inizio a rimontare la bici. Ruota anteriore, ruota posteriore, gonfiare i pneumatici, verifica dei freni, verifica del cambio.... ci vorrebbe una lieve rettifica, vediamo un po': tiro un po' di qui e allento di la'. No, non va bene. Allento di qui e tiro di la'... no, e' peggio, forse andava meglio prima. Com'era? Tiro di qui e anche di la'. Non c'e' niente di peggio della regolazione del cambio! Speriamo di non aver problemi per strada...
Portapacchi, borsette laterali, ecco. Qualcosa di rotto c'e'. Gli attacchi delle borse al portapacchi. Meno male che ho portato le fascette da elettricista, le fisso cosi'.
Luci, tenda, materassino, ripiego il borsone della bici, infilo il caschetto e posso partire!
Anzi, forse no... uscendo dall'aeroporto si imbocca solo l'autostrada! Che faccio? Meno male che c'e' un vigile. "Scusi... Come faccio per andare a Palermo? Si, ci devo andare in bicicletta.".
C'e' una stradina di servizio ben occultata dietro un parcheggio fatto come un labirinto. Alla fine la trovo e inizio il primo chilometro!