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ITINERARIO |
06/09/2004 |
ore 7:11 e-mail dall'Hilltop
di Neiuafu - Vava'u:
Ciao Nat, finalmente riesco a mandarti aggiornamenti e foto, come
saprai e' estremamente difficile scrivere da qui, adesso siamo a Vava'u
da Mario e Francesco (pisano ;-))))), proprietari dell'Hill top.
04-09-04 La sveglia suona presto, Sione ci viene a prendere
alle 5.00 per portarci all'aeroporto, partiamo per Vava'u. Durante il
tragitto faccio alcune considerazioni sui giorni passati a Tongatapu, i
primi cinque giorni sono stati rovinati dalla pioggia e lo sconforto era
molto presente, non era la polinesia che ci aspettavamo, tutte le guide
indicano questa come la stagione secca e noi abbiamo trovato cinque
giorni di pioggia. Quando siamo tornati da Fafa erano trascorsi quattro
giorni senza pioggia, sembrava di essere arrivati in un altro posto, il
sole cambia completamente un ambiente. All'aeroporto facciamo il
check-in, in un modo "curioso", viene prima pesato il bagaglio,
successivamente veniamo pesati noi passeggeri, scopriremo poi che il
motivo di questa pesatura sta nel fatto che l'aereo e' un vecchio dc-3,
in Italia probabilmente era gia' in disuso da prima che io
nascessi ('67 ndr), evidentemente non puo' portare pesi eccessivi. il
volo comunque si rivela ottimo, voliamo a bassa quota, quindi possiamo
vedere le isole e gli atolli che scorrono sotto di noi, vediamo anche
molti delfini, e' molto suggestivo ed e' anche una di quelle cose che se
non si vedono non e' possibile rendersi conto di quanto siano belle.
Faccio molte riprese, spero che rendano anche solo il 50 %. Sul taxi che
ci porta all'albergo notiamo la differenza tra Nuku'alofa e Neiafu, la
capitale delle isole Vava'u, qui troviamo una polinesia molto piu'
rurale, Neiafu sembra poco piu' che un piccolo villaggio di passaggio.
Sistemiano i nostri zaini in camera e usciamo, andiamo subito al Tongan
Visitor Centre per prendere info sul posto, appena sentono che siamo
italiani chiamano al telefono un amico, Mario, un altro italiano che
vive qui e gestisce un albergo insieme ad un socio, Francesco (pisano),
andiamo da lui e ci accordiamo che pernotteremo da loro, l'alloggio e'
molto carino, otto camere e una veduta sulla baia.Nel pomeriggio
prendiamo un taxi e facciamo un tour dell'isola, visitiamo molti piccoli
villaggi e alcune belle spiagge. Dall'auto sbirciamo dentro alcune case,
sono molto spoglie, per letto hanno una stuoia e praticamente nessun
mobile, al tongano non serve la casa, la considera solamente un punto di
riferimento e un posto per ripararsi dal sole.
05.09.04
Oggi e' domenica e quindi e' tutto chiuso, Francesco ci
accompagna da un reduce del Vietnam che dopo la guerra si e' ritirato
con la moglie, pittrice, qui a Vava'u, vive su una chiatta galleggiante
e porta i turisti sul suo trimarano a scoprire le varie isole
dell'arcipelago. Fa caldo, e' la giornata ideale per veleggiare, con il
poco vento che c'e' il trimarano prende un'andatura tranquilla
scivolando sulle onde. Dopo un'oretta di navigazione arriviamo all'isola
di 'Eukafa, ancoriamo a 200 mt dalla riva e facciamo snorkeling. Dopo
pranzo andiamo sull'isola con il tender, quando descrissi a Natale i tre
giorni passati a Fafa mi rispose "...e non hai ancora visto niente...",
aveva ragione, il paesaggio e' di una bellezza da togliere il fiato,
vediamo anche alcuni pappagalli che svolazzano tra le palme, l'isola e'
disabitata, l'acqua e' calda, e di un colore che ti abbaglia anche con
gli occhiale da sole, sono immagini che si vedono tante volte in video o
in foto, ma la realta' e' tutt'altro, il ritorno lo facciamo quasi al
tramonto, ci godiamo gli ultimi raggi di sole veleggiando verso Neiafu.
Alla prossima Massimo e Silvia |
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09/09/2004 |
ore 5:31 e-mail dall'Hilltop
di Neiuafu - Vava'u:
Ciao Natale, oggi piove e mi sono messo al
pc dell'ufficio di Mario e Francesco all'Hill Top.
06.09.04
Ci sono alcune cose che ci hanno colpito nei
tongani, le abbiamo "scoperte" parlando in giro e non avevamo ancora
annotato, una e' che molte ragazze hanno parti di denti o denti interi
ricoperti d'oro, questo e' considerato un vezzo come da noi lo e' il
piercing, tutte portano i capelli molto lunghi, anche se raccolti, ben
poche li lasciano sciolti, pochissime hanno i capelli corti perche' e'
considerato un disonore, infatti il taglio dei capelli viene usato come
punizione per le bambine che disubbidiscono gravemente ai genitori,
un'altra cosa e' il modo che usano i tongani, durante una conversazione
per far capire che seguono il discorso o come segno di affermazione,
annuiscono inarcando le sopracciglia almeno un paio di volte come se si
stupissero, se non venisse spiegato il significato di questa mimica, si
potrebbe fraintendere e pensare ad un ammiccamento malizioso.
08.09.04
Giornata dedicata al whale watching,
il tempo non e' dei migliori ma noi decidiamo comunque di andare,
partiamo con una chiatta attrezzata di idrofono, alle 10.00, dopo circa
un'ora di navigazione, ne avvistiamo una in lontananza, comincia a
piovere insistentemente, e noi ci stiamo un po' demoralizzando perche'
non si avvicinano alla nostra barca, invece riusciamo a trovare un
branco che nuota placidamente, si lascia avvicinare anche se non
"gioca", solo una di loro fa un tuffo uscendo in verticale dall'acqua e
ricadendo sul dorso, ovviamente ci prende alla sprovvista e non
riusciamo a fare ne' foto ne' video, e' impressionante il rumore che
fanno quando soffiano e la massa d'acqua che spostano, insieme a noi
sulla barca c'e' una coppia di australiani che si tuffa per fare il
bagno con le balene, noi ci rinunciamo per le condizioni meteo, quando
si esce dall'acqua e' freddo perche' non c'e' sole e c'e' parecchio
vento. Alcune di loro alzano una pinna come se volessero salutare e poi
mostrano la coda quando si immergono. Alla fine della giornata non siamo
riusciti a fare neanche una buona foto, anche perche' la macchina che
abbiamo non ha lo zoom, vedremo se qualche spezzone di video riuscira' a
rendere l'idea di quello che abbiamo visto. Cena da Mario e Francesco e
serata al karaoke, andiamo in un locale sul porto turistico, l'Ana's
cafe', dove il mercoledi' i tongani si ritrovano per cantare al karaoke,
si divertono come matti, si impegnano molto, alcuni di loro hanno voci
eccezionali, il karaoke e' uno dei pochissimi divertimenti che hanno,
forse sono cosi' felici e ridono sempre perche' hanno veramente poco, e
con quel poco riescono a tirare fuori la felicita'.
09.09.04
Dalla reception dell"Hill Top abbiamo
prenotato il volo per il ritorno a Tongatapu, ci fermeremo prima alle
Hapai per tre giorni e sabato 18 torneremo da Gp, nella settimana che
seguira' andremo probabilmente qualche giorno a Eua.
Alla prossima Massimo e Silvia |
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13/09/2004 |
ore 3:04 e-mail dall'Hilltop
di Neiuafu - Vava'u:
Ciao Natale, ti mando
gli ultimi aggiornamenti da Vava'u, le foto provo a mandartele ma e'
molto difficile, provo a mandarle in "pacchetti" di 10/12, forse il
server riesce a riceverle. Naturalmente scegli tu le foto da mettere
sul sito,
ti ringrazio nuovamente per il sito
perche' e' un ottimo modo per far sapere a casa cosa facciamo...
10.09.04
Questa mattina ci svegliamo e fuori dalla finestra assistiamo ad un
acquazzone tropicale che dura fino alle 12.00 circa, fortunatamente
all'ora di pranzo il cielo si apre e spunta un bel sole. Non avendo
ormai la possibilita' di uscire in barca chiamiamo un taxi e ci facciamo
portare ad una spiaggia, Ano beach, e' una spiaggia bellissima, la
solita dove abbiamo preso il gommone di Larry per andare sul suo
trimarano. Il clima e' perfetto, sulla spiaggia siamo soli, i tongani
non prendono il sole, anzi, siccome non vogliono abbronzare, e' molto
facile vederne in citta' con l'ombrello aperto nelle giornate di pieno
sole, questo e' l'uso che ne fanno come noi ne facciamo quando piove.
A 200 mt da noi lungo la spiaggia ci sono tre ragazzi che pescano con la
rete, mi avvicino e chiedo loro di poter fare qualche ripresa mentre
lanciano la rete, e loro, come tutti i tongani, acconsentono volentieri.
L'acqua non e' fredda e noi approfittiamo per fare un bel bagno.
11.09.04
Questa mattina proviamo a chiamare Larry ma non riusciamo a
trovarlo, proviamo allora a chiamare un tongano per uscire con lui in
barca ma neanche lui e' reperibile, oggi e' sabato e tutti vanno al
mercato per fare la spesa, prendiamo allora un taxi e ci facciamo
portare a 'Ene'io beach, un'altra delle tante belle spiagge dell'isola.
Questa e' una spiaggia che si affaccia su una grande baia circolare, da
un lato c'e' il mare aperto, e l'ingresso e' chiuso dal reef, le grandi
onde che arrivano vi si infrangono creando una alta nuvola vaporosa,
quello che ci troviamo davanti quindi e' una grande laguna con i colori
dell'acqua che vanno dal trasparente al blu con mille sfumature di
azzurro e di verde. Dietro di noi c'e' una folta vegetazione che arriva
sulla spiaggia.
12.09.04
Oggi riusciamo a trovare Larry e usciamo con lui, anche perche' la
domenica non ci sono altre possibilita' se non uscire in mare, a Tonga
e' tutto chiuso, il lavoro e' vietato da una legge reale. La giornata e'
ottima, c'e' un po' di vento e andiamo abbastanza veloci, quando c'e'
vento Larry porta il trimarano verso le isole piu' lontane, infatti oggi
facciamo due ore di navigazione ed arriviamo all'isola di Luahiapo,
anche qui, come in tutte le isole troviamo una spiaggia molto chiara,
grossa, perche' formata dai coralli sgretolati dal mare, il reef che
circonda l'isola, e l'acqua cristallina. Per un momento pensiamo che
questa e' una bella isola come tante altre, vederne tante bellissime le
rende forse tutte uguali, ma quando torneremo a casa forse ci renderemo
conto in maniera maggiore che sono tutte molto simili, ma tutte
straordinarie. Quando approdiamo su queste isole non ci mettiamo stesi a
prendere il sole, ma ci sediamo sulla spiaggia e guardiamo quello che ci
circonda, cercando di carpire ogni particolare per lasciarlo impresso
nella nostra memoria, avremo le foto, il video, ma le sensazioni
rimarranno piu' forti dentro di noi di qualunque altra cosa.
A cena, parlando con Mario, scopriamo altri aspetti della vita dei
tongani, la famiglia e' composta in media dai nonni, i genitori e
quattro o cinque figli, quando una coppia sposa prova subito ad avere
figli, se non arrivano ne prendono uno da un'altra famiglia, in una
sorta di affidamento permanente, a volte viene preso un fratellino o una
sorellina appena nati. Le ragazze si sposano molto giovani, entro i
vent'anni, questo spesso per uscire dalla famiglia dove vengono
"comandate" dai maschi della famiglia stessa. Tutto questo contrasta
molto con la loro assidua frequentazione della chiesa, il fine settimana
e' dedicato infatti alla chiesa, molto spesso si sentono i canti dei
cori anche durante la notte. L'idea e' che i tongani abbiano appreso dai
missionari quello che gli e' stato insegnato, ma mettendo in pratica
solamente cio' che gli fa loro piu' comodo, la chiesa sembra quasi
esclusivamente un centro di aggregazione e un posto dove passare la
domenica. E' molto facile incontrare i fakaleti, quando in una famiglia
ci sono gia' molti figli maschi, gli ultimi nati vengono abituati fin da
piccoli a comportarsi da femmine, e la maggior parte di loro cresce
effeminato o omosessuale, sono considerati normalmente, e quasi tutti
hanno la gestione di bar o locali pubblici, senza alcuna
discriminazione.
A presto, Massimo e Silvia |
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20/09/2004 |
ore 6:55 e-mail da Vava'u:
14.09.04
Oggi riproviamo ad andare a vedere le balene, la volta scorsa le abbiamo
viste ma il tempo non era bellissimo, oggi e' una bella giornata con
poco vento, quindi anche il mare dovrebbe essere abbastanza calmo.
Prendiamo la barca della volta scorsa, la Whale Song e partiamo verso il
mare aperto, uscendo dalla baia di Port Refuge guardiamo i fiordi, Vava'u,
a differenza di Tongatapu e' collinare, anche se raramente si arriva a
200 mt., notiamo anche alcune spiagge, raggiungibili esclusivamente con
la barca. Dopo circa due ore di navigazione avvistiamo le prime balene,
oggi si avvicinano molto alla barca, una ci passa accanto quasi da
poterla toccare, e probabilmente complice il tempo, hanno voglia di
giocare.Siamo quasi alla fine del periodo a Vava'u, domani forse andremo
ad un'altra spiaggia.
Ci e' stato detto che di solito, chi viene a Vava'u si ferma solo 2/3
giorni, magari solo per vedere le balene, ma secondo noi merita almeno
una decina di giorni per scoprire, attraverso gite in barca I
numerosissimi atolli che compongono l'arcipelago, in apparenza possono
sembrare tutti uguali, ma ognuno presenta delle differenze, alcuni hanno
la spiaggia molto grande, altre piu' barriera corallina, una per esempio
e' nota come l'isola degli uccelli, noi l'abbiamo vista uscendo con il
trimarano.
15.09.04
Questa mattina agli uffici della Peau Vava'u, scopriamo che il nostro
volo per Ha'apai e' stato cancellato. Mario parla con una donna che
sembra essere una responsabile dell'ufficio, dopo varie telefonate
veniamo sistemati su uno special flight, probabilmente messo su per le
tante prenotazioni gia' effettuate, e per poter dare un posto ai
passeggeri in possesso di biglietto di un'altra compagnia, la Niu
airlines che ha chiuso i battenti in questi giorni. E' un'altra
occasione che conferma la necessita' di avere sempre un margine nella
gestione del tempo. Anche da queste cose deduciamo che Tonga non e'
adatta a chi ha tempo limitato e le coincidenze dei voli troppo
ravvicinate.
Intanto abbiamo la conferma per domani, per sabato vedremo. Risolto
questo intoppo, un taxi ci accompagna ad un'altra spiaggia, la Keitahi
beach, che secondo noi e' la piu' bella di quelle viste fino ad ora a
Vava'u, naturalmente quelle degli atolli sono bellezze di altro genere.
Questa e' difficilmente raggiungibile perche' la strada e' uno sterrato
scavato dalla pioggia, per fortuna il nostro taxi e' un minivan 4x4.
Quando finisce la strada si apre davanti a noi la vista su una grande
baia, la spiaggia e' lunga almeno un chilometro, anche qui c'e' una
grande laguna chiusa dal reef. La spiaggia non e' deserta, oltre a noi
ci sono dei tongani che pescano con le fiocine dentro la laguna, e un
uomo con due bambini che frescheggia sotto gli alberi. Ci avviciniamo a
loro, chiedendo di poter scattare qualche foto, l'uomo cordialmente
annuisce, poi cominciamo a parlare di varie cose, ci racconta che e'
nato in un villaggio poco lontano, adesso lavora in Nuova Zelanda,
quando era piccolo veniva spesso in questa spiaggia, e, secondo lui, era
molto piu' bella di adesso. Mi chiede molte cose dell'Italia, poi dice
al figlio di aprire due noci di cocco per offrirle a noi, il latte di
cocco e' dolce e rinfrescante, e ci stupiamo poi apre la noce e con una
parte del guscio che fa da cucchiaio, ci fa assaggiare la polpa, questo
si che e' vero cocco fresco. Ha la consistenza di un budino e lo
spessore di circa 5 mm, ora capiamo perche' quello duro che troviamo in
Italia qui non viene mangiato.
Ciao, Massimo e Silvia |
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